Human-in-the-Loop e Human-on-the-Loop: come l’AI Agentica può migliorare la Pubblica Amministrazione mantenendo centrale la supervisione umana di Nicola Leone



Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale ha compiuto un salto qualitativo notevole grazie all’emergere dei cosiddetti AI Agentici: sistemi capaci non solo di generare contenuti, ma anche di pianificare, prendere decisioni operative, coordinare azioni e interagire con software complessi in autonomia.

Nella Pubblica Amministrazione (PA), questi strumenti potrebbero trasformare profondamente processi e servizi. Tuttavia, affinché innovazione significhi anche sicurezza, trasparenza e responsabilità, è indispensabile mantenere l’essere umano nel ruolo di supervisore.Due concetti chiave guidano questa visione: Human-in-the-Loop (HITL) e Human-on-the-Loop (HOTL).

1. Human-in-the-Loop: l’umano al centro delle decisioni critiche

Nel paradigma Human-in-the-Loop, l’AI opera come supporto, ma l’ultima decisione spetta sempre a un operatore umano.

È il modello ideale per:

  • valutazioni che impattano diritti dei cittadini
  • concessione di benefici o autorizzazioni
  • analisi delicate (es. rischio, frodi, priorità di intervento)
  • verifiche di conformità normativa

In pratica, l’AI prepara dati, suggerimenti e analisi; il funzionario approva, modifica o respinge.Esempio:

Un agente AI analizza automaticamente centinaia di domande di contributi pubblici, segnala anomalie, evidenzia documenti mancanti e genera un report.

L’operatore, però, prende la decisione finale caso per caso.

2. Human-on-the-Loop: supervisione continua ma non intervento costante

Nel modello Human-on-the-Loop, l’AI svolge compiti operativi in autonomia, mentre il ruolo umano è di monitoraggio e correzione in caso di anomalie.

È adatto quando:

  • i processi sono ripetitivi ma regolamentati
  • servono automazioni che rispondono in tempo reale
  • gli errori sono facilmente rilevabili e reversibili

Esempio:

Un agente AI gestisce automaticamente richieste di informazioni via chatbot avanzato, incrociando dati, compilando moduli o prenotando appuntamenti.

Il personale interviene solo se il sistema segnala difficoltà o se emergono casi non standard.

3. Cosa sono gli AI Agentici (in parole semplici)

Gli agenti AI sono sistemi che non si limitano a generare testo, ma sono in grado di:

  • comprendere un obiettivo
  • elaborare un piano di azioni
  • interagire con software, database, portali
  • eseguire compiti complessi end‑to‑end
  • apprendere da feedback umani

La loro forza è la capacità di integrazione: possono diventare veri e propri assistenti digitali della PA.

4. Come l’AI Agentica può migliorare la Pubblica Amministrazione

a) Automazione intelligente dei processi (RPA + AI)

Gli agenti possono supportare pratiche come:

  • protocollazione
  • fascicolazione
  • compilazione moduli
  • estrazione dati da documenti
  • aggiornamento di sistemi legacy

Il tutto con supervisione umana: l’AI propone, il funzionario valida.

b) Miglioramento della qualità del servizio al cittadino

  • risposte automatiche personalizzate
  • assistenti digitali multilingua
  • prenotazioni o compilazioni automatizzate
  • riduzione dei tempi di attesa

c) Supporto decisionale basato sui dati

L’AI può aggregare informazioni da diversi sistemi, evidenziare trend, rischi, priorità operative.

d) Riduzione degli errori e maggiore trasparenza

Grazie ai log e alle tracce algoritmiche, è possibile ricostruire le decisioni e monitorare eventuali bias.

5. Perché la supervisione umana rimane essenziale

La PA ha responsabilità verso cittadini e istituzioni. Anche i migliori agenti AI possono:

  • commettere errori di interpretazione
  • non cogliere eccezioni normative
  • generare decisioni non comprensibili
  • avere bias nei dati di partenza

Per questo, HITL e HOTL garantiscono che l’AI sia un supporto, non un sostituto.

L’obiettivo è un equilibrio in cui l’AI aumenta l’efficienza e la qualità dei servizi, mentre l’essere umano preserva il controllo etico, legale e operativo.

6. Verso una PA più moderna, responsabile e utile

L’innovazione agentica non deve essere vista come una minaccia, ma come un’opportunità per:

  • ridurre burocrazia e carichi di lavoro ripetitivi
  • migliorare il rapporto con il cittadino
  • accelerare le procedure
  • liberare tempo per attività a valore aggiunto

Sempre garantendo centralità alla supervisione umana: tecnologia al servizio dell’uomo, e non il contrario.